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Il parto naturale, tipico delle nostre nonne, fatto in casa con l’aiuto dell’ostetrica è stato sostituito da un ricovero in ambiente ospedaliero, medicalizzato, spesso sostituito da un intervento chirurgico. Molto di ciò è conseguenza di un approccio alla gravidanza come se fosse una malattia, alla paura del dolore, alla mancanza di un adeguato sostegno alla maternità su base locale, alla centralizzazione dell’assistenza.

Una donna sana alla sua prima gravidanza dovrebbe poter sperare in un parto naturale ma spesso non è così; infatti solo il 50% delle primipare sane ha un parto naturale.

Questo fatto da solo incide sulla salute globale della società ed assommato allo svezzamento precoce o al latte artificiale o alla snaturazione del rapporto madre/figlio, ne diminuisce la qualità in termini medici e sociali.

Lo shiatsu fa parte di quelle tendenze che agiscono nel senso opposto, assieme a tutte quelle conoscenze ed esperienze che oggi cercano di controbilanciare una tecnologizzazione spinta della maternità. Lo shiatsu ha una profonda tradizione nella pratica ostetrica giapponese che rispecchia la visione orientale del corpo come sistema energetico in cui tutte le componenti vitali ricercano un equilibrio da cui deriva il benessere. Lo shiatsu quindi si basa sul principio del riequilibrio energetico (come l’agopuntura) utilizzando zone, percorsi, tecniche, al fine di sostenere e riunire il sistema corpo-mente- spirito.

Lo shiatsu interpreta le problematiche che interferiscono nel normale svolgimento di trasformazione e accrescimento del feto come blocchi o tensioni fisici e mentali della madre che possono essere liberati e ricondotti al loro normale rifluire affinchè il sistema resti in equilibrio ottimale.

Certamente una parte delle azioni intraprese dall’operatore shiatsu è codificata da regole ma l’empatia è un fattore primario che guida l’azione spontanea nel premere sulla schiena dolente o nel tenere una mano con partecipazione  e comprensione. Ciò che fa la differenza in questi semplici gesti è l’attenzione alle persone e la consapevolezza che si sta agendo sull’energia vitale a tutto tondo, non solo meccanicamente sulla muscolatura.

La sperimentazione secolare dello shiatsu lo rende una pratica sicura perchè  usa strumenti che possono essere appresi e utilizzati anche da un genitore. Molti studi inoltre sono stati fatti sull’effetto dello shiatsu nell’utilizzo di punti efficaci ed altri più specifici sono in atto in Inghilterra. La sicurezza dell’azione dello shiatsu si basa inoltre su poche e semplici regole che si possono elencare nel non far male, nel cercare il rilassamento e nel favorire il senso di benessere della gestante.

La formazione triennale è un’altra ragione della validità dello shiatsu anche se, probabilmente, ad un professionista della salute, come le ostetriche e gli infermieri, basterà acquisire quelle conoscenze  e quelle pratiche che non sono già parte del loro bagaglio professionale. Infine ma non per ultimo è fondamentale nella pratica shiatsu lavorare non solo con le mani ma anche con il cuore.

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One thought on “Shiatsu e ostetricia

  1. Pingback: Shiatsu per la gestante – 5,6 giugno 2010 « Shiatsu e non solo

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