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Il trifoglio pratense, anche detto trifoglio rosso (o violetto), si usava per curare ferite, cicatrici, gotta, tosse e bronchite, diarrea e disturbi mestruali. La riscoperta risale agli anni Quaranta del Novecento quando in Germania si ipotizzò l’impiego del trifoglio per lenire i problemi legati al ciclo mestruale: vampate di calore, secchezza vaginale, depressione, insonnia, osteoporosi e malattie cardiovascolari. Si tratta, insomma, di una vera e propria terapia ormonale sostitutiva, basata interamente sugli isoflavoni contenuti nel trifoglio rosso

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Vi riportiamo di seguito i punti di forza del trifoglio pratense:
– E’ la fonte più ricca e pregiata di isoflavoni, fino a 45 volte più attivi rispetto a quelli della soia
– Assenza di effetto collaterali: non aumenta il rischio di tumore né di ingrassare
– Dopo l’assunzione l’effetto degli isoflavoni del trifoglio inizia rapidamente e perdura per 24 ore: ciò rende possibile instaurare un trattamento che prevede una sola assunzione al giorno
– Svolge un’importante azione anti-ossidante che aiuta a contrastare l’invecchiamento associato alla menopausa (rughe, capelli fragili, secchezza vaginale).
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