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lumbagoLa relazione tra psiche e soma è un aspetto della relazione che si ha con il proprio corpo. Quando il corpo è coinvolto in modo improprio nella lotta che abbiamo con noi stessi a livello mentale ed emotivo, pensieri ed emozioni, quando sono in opposizione tra loro, possono riverberare sul corpo i nostri conflitti interiori.

Il corpo a volte spettatore, a volte primo attore, è spesso tiranneggiato da queste altre parti della persona. Il corpo quando viene separato e considerato un possesso, a volte si blocca e così resta finché non viene reintegrato. Per comprendere il significato di un determinato blocco è necessario notare in che punto del corpo esso si verifica. Aree particolari del corpo liberano emozioni particolari. Movimenti bloccati sono non-espressioni di azioni particolari.

Un esempio comune sono i dolori del dorso. Il classico ‘colpo della strega’ attraverso il dolore acuto che ci ‘colpisce’ alla schiena ci obbliga a fermarci e ci impedisce di muoverci. Il primo risultato di questo dolore è quello di limitare i nostri movimenti, ci chiede di stare fermi, distesi, di riposare. Contrariamente a questa necessità di solito si assumono farmaci antidolorifici e si riprende quanto prima possibile a muoversi.

Cosa ci dice questo dolore? Primariamente è la richiesta di saper attendere, di essere in grado di posporre le azioni in atto e di riflettere. La schiena è la parte che permette i movimenti di rotazione, flessione ed estensione; inoltre connette il busto al capo e agli arti. Il colpo della strega inibisce la flessione e la rotazione e di riflesso la deambulazione. Torniamo perciò inermi neonati che possono stare solo distesi ed essere accuditi.

Cosa possiamo fare per ovviare da soli a questo disturbo? Un modo per riallacciare il contatto con il proprio corpo è quello di distendersi sulla schiena, o su un fianco, su un tappeto o un materasso. Ad occhi chiusi, respirando profondamente e tranquillamente, si comincia a studiare le proprie sensazioni corporee. Notate se avete sensazioni positive o negative nelle diverse parti del corpo. Molto probabilmente troverete zone intorpidite, insensibili, da una parte e tensione, rigidità o dolore, dall’altra. Avrete percepito dei blocchi nella vostra attenzione e consapevolezza dell’interezza del corpo. Scoperti i blocchi si può intraprendere la liberazione di queste disarmonie create dalla frammentazione dell’attenzione sui propri bisogni.

Alcuni muscoli saranno in tensione per controbattere altri muscoli in rilascio. Questo stato di ‘controllo’ è contemporaneo al trattenimento del respiro. Per diminuire le tensioni consapevolmente possiamo attuare alcune strategie a livello personale:

  • la prima, visualizzando il respiro che, in entrata, si concentra nel basso addome e, in uscita, si dirige verso gli arti;
  • la seconda, aumentando volontariamente la tensione nei muscoli contratti mentre si inspira e rilasciando mentre si espira;
  • la terza, piangendo, urlando e/o dando una serie di colpi contro un cuscino;
  • la quarta, riconoscendo l’azione negata (ad esempio: tirarsi indietro).

Se non siamo in grado di curarci da soli, possiamo rivolgerci allo shiatsu.

Lo Zen Shiatsu interpreta le disarmonie psicofisiche secondo il pensiero orientale che oltre al corpo, alla mente e alle emozioni individua anche la componente energetica, che comprende tutte le parti precedentemente citate, nel significato energetico di alterato flusso del Ki (Chi) nei meridiani o canali. L’alterazione del flusso si sostanzia nella disarmonica distribuzione dell’energia nel canale, raccogliendosi o diminuendo in parti diverse del canale o raccogliendosi in un canale e rarefacendosi in un altro canale. Tale alterazione influenza sia i muscoli, che le funzioni dell’organismo, riflettendosi anche nella sfera delle emozioni e dei pensieri in un processo di feedback che tende a perpetuarsi in schemi tipici della personalità dell’individuo.

Come interviene l’operatore Zen shiatsu? Interagisce con la disarmonia ponendo l’attenzione sulla percezione che riceve dagli aspetti caratteristici del blocco: la tensione, il respiro bloccato, la ‘frammentazione’ corporea, che formano il quadro energetico specifico e personale della persona.

Ad esempio, nel caso del colpo della strega, si può ripristinare il flusso energetico nel dorso con la pressione e lo stiramento del dito piccolo del piede tenendo il punto V#67 (Zhiyin), detto anche UB67.

Lo stesso punto (V#67) può essere efficacemente utilizzato dalle donne in gravidanza, sia per la lombalgia, sia in caso di posizione podalica del bambino per favorirne il rivolgimento e portarlo in posizione cefalica.

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