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disabilityEssere un famigliare di una persona con disabilità.

Essere un famigliare di una persona con disabilità, un genitore, un figlio, un marito/moglie, richiede un impegno e un’attenzione costante alle esigenze dell’altro per molto tempo, per sempre cercare soluzioni a moltissimi problemi, che a volte non hanno risposta, sopperire a ciò che l’altro non può fare e stimolare a partecipazione, la relazione e l’autonomia costantemente.

Essere un famigliare di una persona con disabilità è una gioia nella relazione, nei piccoli e grandi successi. E’ una tensione e stress che può non lasciare spazio e tempo all’IO e al TU, in un tutt’uno.

E’ un senso di solitudine, impotenza e rabbia in una prospettiva che sembra apparentemente cristallizzata nel tempo, sempre uguale.

E’ anche un’occasione di crescita, di profondità e di miglioramento che fa emergere le risorse che ciascuno ha.

Tutto questo con sfumature e caratteristiche diverse a seconda se il famigliare è genitore, coniuge, figlio, e a seconda delle problematiche che la disabilità comporta, dell’aiuto che la famiglia riceve dagli altri.

La famiglia si trova costantemente in situazioni che richiedono un alto dispendio di energie fisiche, emotive, psicologiche, che sono in genere fonti di stress.

Intendendo per stress il dispendio di energie superiore a quello che la persona considera accettabile.

Questo stress ha effetto sul genitore e sulla relazione che ha con il famigliare disabile, con se stesso e con gli altri componenti della famiglia.

disability 2E’ importante saper attingere alle proprie risorse e darsi l’opportunità di rigenerarle e incrementarle, per poter viversi e vivere le difficoltà in modo propositivo e sostenibile nel tempo.

Darsi il tempo e creare le condizioni per accettare la situazione, riconoscere le proprie risorse e anche le proprie esigenze migliorano la qualità della vita di tutti.

La ricerca e la possibilità di essere aiutati consente di stare meglio e di continuare ad essere di aiuto alla persona con disabilità.

Lo shiatsu è un modo con cui la persona può rilassarsi, rigenerare le proprie risorse emotive e fisiche attraverso il contatto e può alleviare problematiche fisiche dovute alla gestione della cura (mal di schiena, alle braccia) concedere uno spazio in cui “si può non essere sempre in tensione a rispondere a problemi e si può avere qualcuno che accoglie”.

La tecnica shiatsu da anche alcune soluzioni a problemi quotidiani attraverso la digitopressione (problemi con il sonno, l’appetito, l’agitazione) che il famigliare può utilizzare con la persona con disabilità ma anche per il proprio benessere.

 

Elvira De Nucci, Educatore Professionale, Operatrice shiatsu.

 

 

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