Home

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.
In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai sentimenti e dagli stati d’animo.
“Percepire” un’emozione attraverso il contatto è un’esperienza che ogni operatore shiatsu ha provato in modo intenso più di una volta.
Infatti toccare una persona di solito ci permette di entrare in relazione più intensamente rispetto ad un comune momento di distacco fisico ed emotivo. Durante il trattamento shiatsu entrano in gioco altri fattori che aumentano la percettività, il rilassamento e la concentrazione mentale.
Il rilassamento favorisce la comunicazione tattile perché riduce gli stimoli fisici grossolani e permette di aumentare la percezione fine. La concentrazione mentale incanala la percezione e aumenta la capacità di ascolto.
A questo punto bisogna riuscire a risvegliare l’emozione, premendo sui  meridiani, facendola percepire alla persona ed a noi stessi. L’emozione potrà essere più percepibile in alcuni e meno in altri, potrà essere più profonda o più superficiale a seconda del vissuto della persona. Le persone non sono tutte uguali, non si sentirà in tutte lo stesso tipo di profondità emozionale. Ognuno di noi ha una diversa personalità.
La cosa più importante è riuscire a distinguere le nostre emozioni da quelle della persona che si sta trattando e questo è sicuramente il compito più difficile. Di solito le emozioni più percepibili dall’operatore sono quelle a cui è più sensibile cioè quelle di cui si ha più esperienza. L’empatia gioca un ruolo fondamentale nel costruire un ascolto non valutativo e non deve essere confusa con la  simpatia: quest’ultima è un autentico sentimento doloroso, di sofferenza insieme (da syn- “insieme” e pathos “sofferenza o sentimento”) al ricevente e è  quindi un ostacolo ad un giudizio efficace; al contrario l’empatia permette all’operatore di comprendere i sentimenti e le sofferenze del ricevente, incorporandoli nel trattamento ma senza esserne sopraffatto.
In generale le persone esperimentano tutte le stesse emozioni. Se l’operatore  vive le proprie  emozioni quando tratta la persona facilmente andrà a percepire quelle emozioni simili (che entrano in risonanza) con le proprie e che magari sono presenti anche nella persona ma non sono quelle che prevalgono nella persona.

EMOZIONI DEL RICEVENTE – distinzione – EMOZIONI DELL’OPERATORE
E’ importante capire la necessità di riuscire a creare il “distacco” fra le  emozioni del praticante e del ricevente. Quando si è in grado di creare la distinzione pur restando nello stato di massima percezione la persona avrà una reazione.

CONTATTARE L’EMOZIONEQuando si contatta l’emozione (sull’hara o su altre parti) la prima cosa da fare è quella di ASCOLTARE per sentire che cosa mi arriva ed individuare l’emozione.
Probabilmente questa capacità di percezione è innata, perché abbiamo un linguaggio del corpo che è innato. Ci sono delle onde, delle vibrazioni che ci arrivano attraverso le mani, il cuore, il cervello. D’altronde un bambino di pochi mesi è in grado di capire subito se è amato o no, dal semplice contatto fisico che è il primo tipo di contatto che ha.
Quindi attraverso il semplice contatto possiamo percepire l’emozione. Proprio perché è la prima cosa che abbiamo imparato sarà la nostra base di comunicazione, la più istintiva. Purtroppo la nostra società non ci abitua molto al contatto.
Se però il contatto e l’ascolto permangono a lungo succede che noi TRATTENIAMO l’emozione. E’ importante che il contatto sia veloce perché altrimenti manteniamo ferma l’emozione cioè le impediamo di spostarsi, di cambiare. Dopo un veloce ascolto bisogna passare subito al trattamento.

SMUOVERE L’EMOZIONE
Per smuovere l’emozione quindi non bisogna stare fermi su di essa, non darle troppa importanza, non fissare la propria mente su di essa, non prenderla in ‘seria’ considerazione.
Questo fa parte di quel “distacco” di cui ho già parlato prima.
Quando stiamo facendo un trattamento, se siamo concentrati sull’emozione, la teniamo lì, non le permettiamo di andarsene via e la rinforziamo. Allora è bene ascoltare l’emozione e poi staccare il nostro pensiero, non prenderla in seria considerazione ma piuttosto lavorare per farla andare via senza rimanere fissati con la nostra mente sul fatto che quella persona è in quello stato.
Questo vale anche ovviamente anche per la persona trattata perché nel momento che pensa di essere in quello stato, vi rimane.
L’operatore può smuovere l’emozione attraverso il trattamento, il MOVIMENTO. Quando l’operatore percepisce l’emozione in un punto, deve cercare di lavorare per farla allontanare, per cui si muove e non rimane lì fermo ad ascoltare, perché anche questo è un modo di dare energia. Così come per dare energia a dei punti vuoti, basta stare fermi, invece muoversi vuol dire spostare, tirare via; per cui l’importante è proprio muoversi.

LE ZONE DOVE CONTATTARE L’EMOZIONE
Le zone dove si possono contattare le emozioni sono l’hara ed i meridiani.
L’hara perché è il centro dove si percepiscono maggiormente, dove sono più rilevanti; i meridiani in quanto collegano il corpo col centro cioè con l’hara.
Queste sono le due zone sia per la diagnostica delle emozioni che per il trattamento.

SENSAZIONI
Le sensazioni che possono avere sia chi riceve il trattamento, sia chi tratta, sono di CALORE = emozione che si libera o di FREDDO = emozione che non si libera, perché la persona si chiude, si protegge,, è contratta fisicamente.
A questo punto entriamo nel campo e nel problema del DOLORE.
Quando lavoriamo per le emozioni è importante non avere paura del dolore, che vuol dire anche non avere paura del dolore fisico, non avere paura di fare male.
Abbiamo visto in passato che c’è un DOLORE CATTIVO, quello fastidioso che disturba e fa contrarre la persona impedendole di rilassarsi.

Il DOLORE BUONO invece è quello sentito dalla persona come dolore piacevole, come dolore che dà rilassamento. Quando qualcuno si massaggia una parte dolente, sente che la parte duole ma sente anche che quel riscaldamento dovuto al massaggio scioglie la tensione: la parte è dolente ma il dolore è piacevole. Ad es. quando dopo una corsa abbiamo un muscolo contratto, sentiamo che il massaggio, l’impastamento fa male, ma la persona avverte immediatamente che dopo ci sarà un rilassamento, per cui lascia fare.

Le emozioni sono percepibili separatamente rispetto al dolore fisico ma non sono per questo differenti. Le emozioni tendono ad aumentare d’intensità, a peggiorare per poi crollare.
Non aver paura del dolore è anche questo: partire nel trattamento nel momento in cui si prova l’emozione, lavorare con le tecniche dette prima, cioè spostarla, non rimanere fermi e questo vuol dire che in qualche maniera noi aumentiamo il dolore, cioè lo esasperiamo.
E’ un po’ come nella corrida, dove il toro viene fatto infuriare e poi ucciso; dobbiamo fare infuriare l’emozione per farla venire allo scoperto e crescere; poi “muore” e si trasforma in un flusso emotivo evolutivo.
L’emozione bloccata ed il dolore fisico hanno una componente di paura: paura di cambiamento, paura di avere una reazione scomposta mentre vorremmo essere rilassati e sicuri di sè stessi. Quanto più l’emozione è bloccata, tanto più abile deve essere lo stimolo allo sblocco. In questo caso il dolore buono è anche quello che riesce a sbloccare questa emozione.
Ovviamente non dobbiamo stare fermi lì a insistere, a produrre dolore fisico. Questo non è dolore buono.
Magari non appena abbiamo premuta la zona, l’emozione è già corsa via; nel momento che le diamo uno stimolo, dobbiamo subito cercare di accompagnarla, di portarla via.
Non appena toccate una persona, cioè appena mettete la mano sulla pancia, vedrete che già sta cambiando il tipo di emozione. Quasi non c’è il tempo di entrare in contatto e di memorizzare la situazione.

Da un punto di vista teorico, è utile pensare in termini circolari alle Cinque Trasformazioni dell’energia o ai 5 elementi: Fuoco, Terra, Metallo, Acqua, Legno. Ad ogni elemento corrisponde la sua emozione e può essere una emozione in uno stato naturale o in uno stato bloccato.

Uno degli scopi del trattamento shiatsu a qualsiasi livello è quello di risistemare l’energia nel meridiano che si sta trattando.
Per quanto riguarda le emozioni è lo stesso. Quando noi abbiamo una disarmonia e questa è conseguente ad un’emozione bloccata, la cosa migliore è lavorare sul meridiano corrispondente.
Però se questa emozione è preponderante, vpuò inquinare anche gli altri meridiani, per cui noi possiamo percepirla anche in altri meridiani, pur non essendo propria di quei meridiani.

In una persona in condizioni normali sul MC potrete sentire le qualità del MC, cioè in pratica l’aspetto della gioia, l’apertura, la circolazione.

Quello che voglio dire è questo: quando lavorate su una emozione, lavorate comunque sul meridiano corrispondente in modo da ottenere il massimo di reazione. Lo scopo è quello di riportare l’emozione in quel meridiano, perché nel momento che è incanalata in quel meridiano, automaticamente si stabilizza da sé. C’è una sorta di autoregolazione del nostro corpo.
Il massimo sforzo che noi dobbiamo fare è individuare l’emozione e poi andarla ad incanalare nel suo meridiano. L’azione prevalente è sui meridiani Yin, però essendoci le coppie Yin/Yang, va bene sia la parte Yin che la parte Yang.

Vedi: La Psicologia dei meridiani W. Ohashi Sensei.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...