Home

“Ho deciso di essere felice perché fa bene alla mia salute” Voltaire.

Gli operatori della salute non riconosciuti dallo Stato sono in grande difficoltà economica a causa delle limitazioni dovute al COVID. 

Sono anche in difficoltà perché rifiutano di partecipare alle pratiche quotidiane della società e cercano in tutti modi di rimanere in un mondo a parte, sconosciuto alla maggioranza, e che tale rischia di rimanere cercando, per difesa della propria fede, di rimanere in quella nicchia. 

Restare in una nicchia può essere un vantaggio in un mondo competitivo che si basa sulla produzione di larga scala.

Essere quindi un piccolo produttore di salute con tecniche non facilmente ripetibili, artigianali e anche poco scientifiche può essere d’ispirazione per creare un gruppo di fedeli.

Voler uscire da questa nicchia ed essere riconosciuti richiede anche un semplice atto di umiltà… Ovvero accettare che l’olismo non è una filosofia separata dal tutto anzi proprio perché ingloba il tutto, l’olismo ingloba anche ciò che è diverso, in questo caso specifico la medicina ufficiale, la scienza, il metodo scientifico, le regole della collettività.

Qui purtroppo il grido di dolore di questi operatori non protetti a livello economico, spesso anche perché non provvisti di partita Iva, non viene ascoltato, né può esserlo nel momento in cui si pongono contro e al di fuori della quotidianità.

Integrarsi, essere parte integrante, è una lotta lunga e dura e che richiede l’umiltà di accettare il valore della controparte e di se stessi, valorizzando quello che si è e non quello che non si è.

Spesso il problema è proprio questo: accompagnarsi a cattivi maestri che ti spingono a sostenere il contrario di quello che tu professi. Questa è la triste realtà: pochi soggetti possono influenzarne molti che hanno difficoltà a sbarcare il lunario e si sentono frustrati per la loro condizione di inadeguatezza.

La reazione di isolarsi in un ambiente ideale chiuso al mondo reale è un escamotage ancora più doloroso, mettendo a rischio non solo la propria salute ma anche quella degli altri. È uno stato di incoscienza a volte anche di arroganza ma soprattutto di ignoranza. 

Tra i miei maestri di Shiatsu ho avuto persone che ho criticato anche aspramente ma che devo riconoscere non si sono mai vendute per quello che non erano. Hanno sempre saputo migliorare la loro condizione usando con parsimonia il loro carisma senza travalicare i limiti della decenza. Come dice il proverbio: chi si assomiglia si piglia.

Ho avuto sempre una certa ritrosia nel presentare il mio lavoro olistico e tuttora mi domando ogni volta se ciò che perseguo è corretto. Questo atteggiamento di understatement non è solo cultura piemontese; è connesso con il bisogno di non superare i limiti della razionalità. Infatti i maestri taoisti dicono che lo Shen é ospitato nel cuore. Questo può far sembrare che il cuore, cioè i sentimenti , siano supremi. Ma si dice anche che lo Shen si vede nell’occhio, nella scintilla che compare nell’occhio. Sì dice anche che lo Shen è sostenuto da tutti gli altri Shen, ovvero lo Shen del cuore é sostenuto dagli altri organi/ Meridiani.

In questa semplice espressione di saggezza si intende che l’intelligenza è un insieme di aspetti; come sappiamo ci sono diversi tipi di intelligenza. Lo Shen quindi è un insieme di queste intelligenze.

Così come cuore ovvero sentimenti e cervello ovvero razionalità, per esemplificare, se funzionano insieme danno la coscienza. Così lo Shen, che è coscienza e consapevolezza, ha bisogno della ragione e della logica che sono aspetti naturali presenti in ognuno di noi fin dalla nascita.

È insensato confidare nelle pratiche di prevenzione basandosi su una supposta capacità di poter gestire il COVID con metodi e farmaci di dubbia efficacia ma comunque con esiti relativi alla costituzione e non solo alla condizione  in cui ci si trova, relative all’età, relative al proprio background, relative al buon senso d proteggersi, relative in ogni caso e quindi non sufficienti a proteggere o separare i sintomi dagli esiti di una malattia.

Quando sento dire che si può morire e allora cosa importa, è chiaro che è un discorso superficiale. Prepararsi alla propria morte ed essere quasi felice di arrivare a quel momento richiede molta saggezza. Come si sente dire spesso è meglio morire di colpo in piedi che ammalarsi gravemente e trascinarsi. In effetti la nostra vita attuale è contraddittoria: un eccesso di cure in tarda età che prolungano a volte la sofferenza non è certo un buon modo di vivere ma non è neanche sano voler far ammalare la gioventù per provarne la capacità di resistenza alla malattia. 

Mi viene in mente un grande personaggio che altrimenti senza le cure attuali non avrebbe potuto dare il meglio di sé. S. Hawkins, un grande astrofisico, ha fatto molta parte del suo lavoro in condizione di disabilità. Condizione che ha potuto superare  grazie a tecnologie e farmaci che gli hanno permesso di mantenere viva la sua scintilla di Shen. 

La conoscenza del COVID dovrebbe dare a tutti l’umiltà di accettare la via più veloce e semplice per uscire da una pandemia mondiale. L’egoismo sottotraccia che è presente nelle persone che rifiutano il concetto di prevenzione tramite la vaccinazione è presente sostanzialmente solo nei paesi con un alto reddito, con una buona istruzione, con un buon sistema sanitario, con un sistema di tutele democratiche, con la possibilità di decidere della propria vita anche al di fuori del gruppo. Negli altri paesi in cui tutte queste tutele, direi benefici, non sono tutti o in parte presenti, l’accettazione della vaccinazione é sostanzialmente l’unica strada possibile.

Certamente si possono ricevere cure costosissime (già lo sono il ricovero ospedaliero e i cocktail di farmaci) come ad esempio le monoclonali a cui hanno avuto accesso tutti i capi di Stato e di governo che hanno contratto il COVID (avendo rifiutato la malattia come esistente si sono trovati nella condizione di ammalarsi). Ma questa è una cura che ancorché sperimentale e comunque molto tecnologica e molto cara. Ciò che stupisce è proprio come salutisti di razza siano disponibili ad accettare cure estremamente invasive a base di farmaci potenzialmente pericolosi per la loro vita e di altrettanti farmaci ingegnerizzati in maniera ancora più spinta, come appunto gli anticorpi monoclonali, mentre invece rifiutano un semplice atto vaccinale che a tutti gli effetti potrebbe essere quanto di più naturale esista al mondo. Infatti è estremamente stupefacente come a fronte di un’osservazione su come avvengono le infezioni, ovvero attraverso ferite e ingestione, attraverso il respiro o attraverso anche semplicemente il contatto, ci si rifiuti di entrare appunto in contatto con una parte così piccola, quasi insignificante, per acquisire la capacità di risposta all’infezione.

Certamente l’igiene, la cottura dei cibi, l’ambiente salubre, l’esercizio fisico salutare e tante altre attenzioni portate alla salute, insomma la salutogenesi, sono fondamentali nel prevenire le infezioni mantenendo il sistema immunitario in uno stato di alta reattività.

Tuttavia la capacità di reagire del sistema immunitario è sottoposta a diversi limiti: possiamo essere in stato di stress volenti o nolenti, possiamo avere delle paure inconsce volenti o nolenti, possiamo entrare in uno stato di difficoltà inconscio, possiamo quindi avere un sistema immunitario che viene influenzato fortemente dal nostro stato d’animo senza neanche rendercene conto… Questa visione per cui dobbiamo essere forti, dobbiamo essere sani, dobbiamo essere …. in realtà non ha niente a che fare con l’essere ma a più a che fare con il dovere. È un tipo di filosofia che ha i suoi lati buoni e i suoi lati cattivi. Da un lato stimola le persone ad essere attive, essere capaci di affrontare le difficoltà; dall’altro assomiglia a una visione nazista della purezza della razza. Dato che siamo tutti al 50% puri e al 50% impuri, quel 51% che ci tiene da un lato è ovviamente uno stato (per chi ha studiato l’equilibrio Yin e Yang) assolutamente instabile. Anzi noi siamo correttamente instabili passando da uno stato di forza ad uno di debolezza costantemente per essere in equilibrio. Solo una persona che ha qualche necessità di risolvere i propri problemi può pensare di dover sforzarsi per essere puro. Questo è un esercizio che molti di noi hanno fatto nella vita… Ma fortunatamente abbiamo sempre avuto qualche amico che ci ha aiutato a comprendere il lato subdolo di questa filosofia. Qualcuno che ci ha aiutato e ci ha permesso di essere deboli. 

Insomma c’è un discrimine che è la ragione: se abbiamo una fede è bene seguirla, ma se questa fede non risponde coerentemente alla ragione, il che può sembrare un paradosso dirlo, è bene pensare meglio sul valore della propria fede.

La conoscenza è ciò che può salvare dall’errore. 

Chi ha paura delle mascherine, del vaccino, del distanziamento, di assumersi la responsabilità dei propri comportamenti?

La responsabilità consiste nell’aver studiato e aver compreso non solo le leggi dell’olismo ma anche quelle leggi scientifiche che hanno una loro parte nel tutto. Infatti i saggi, ma non solo loro, basavano la cura appunto sulla prevenzione sapendo che non avevano alcuna possibilità di curarsi altrimenti, ovvero non avevano i farmaci attuali moderni… 

Non per niente la popolazione mondiale, come la storia ci insegna, ha iniziato a crescere man mano che si sono sviluppate le tecniche di agricoltura, ma mano che l’igiene é entrata a far parte delle prevenzione fondamentale e ci si è liberati del fardello dell’invalidità evitando la guerra, ma soprattutto attraverso la possibilità di accedere a molti farmaci tra cui gli antibiotici e vaccini. A quel punto l’esagerazione di tanto ben di Dio compreso il cibo, ha spinto le nazioni ricche ad ammalarsi per abuso di farmaci, di droghe, di cibo. Parliamo appunto di abuso. 

Chi non ha problemi emotivi?

Per esempio l’egocentrismo, o il bisogno di apparire, o semplicemente credere di avere qualcosa da dire. Insomma molti dei supposti, sedicenti maestri, propongono pseudo filosofie basate sul nulla ma che soddisfano le paure di alcuni. La religione lo ha fatto o lo fa per molti. Ma man mano che il livello di benessere aumenta, cala la fede. 

Anzi è giusto dire che si sta parlando delle paure di pochi perché come sappiamo in Italia più del 90% delle persone intende vaccinarsi e riprendere una vita normale… È solo una estrema minoranza che, giustamente esprimendo il proprio desiderio di non vaccinarsi, non ne accetta le conseguenze, ovvero rintanarsi in un buco, per non esporre soltanto se stesso ma anche le altre persone, criticando quelle che sono le norme di saggezza, che fanno parte di una sana abitudine popolare, ma certamente istruita, a cui credevamo tutti di far parte.

E quindi siamo in un periodo abbastanza particolare in cui viene dato fiato, è proprio il caso di dirlo visto che stiamo parlando di una malattia respiratoria, a poche voci di persone impaurite. Che fare quindi? Potendo scegliere, meglio fare che aspettare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...