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Il primo corso di Shiatsu in Gravidanza in Italia che ho svolto in un Collegio Ostetrico è avvenuto nel lontano 12 dicembre 2009 a Cosenza.

E’ stata un’emozione forte. Io, maschio, operatore shiatsu, ero stato invitato a formare le ostetriche in una tecnica, lo Shiatsu, ancora sconosciuta in sala parto.

Il locale Collegio delle Ostetriche aveva fatto una scommessa, anticipando probabilmente tutti i collegi d’Italia, sulla possibilità e la convenienza di utilizzare alcune semplici ed efficaci manovre durante il travaglio.

La prima condizione posta era la scientificità del trattamento. La documentazione era scarsa ma il testo ‘Shiatsu per la gestante e il neonato’ era il primo ma anche il più completo mai scritto.

ha organizzato il primo modulo del corso ‘Shiatsu per la gestante’.

Le ostetriche presenti erano tante e lo spazio non era dei più agevoli perché pensato per un classico trattamento sul lettino.

Niente ‘futon’, nessuna palla, qualche difficoltà a stare in ginocchio per lavorare (molte gonne) ma molto entusiasmo.

Era il primo corso di shiatsu per la gestante pensato per le ostetriche e realizzato in Italia perciò pensai : “Sono fortunato a poterlo fare, arrangiamoci!”

L’accoglienza fu comunque buona, nonostante le difficoltà strutturali del luogo che ci accoglieva e le novità dell’approccio manuale e posturale alla gravida (pressioni perpendicolari sui punti e posture accovacciate). Per condensare gli effetti benefici di un trattamento shiatsu sulla gestante, sul travaglio e sul puerperio dovetti dedicarmi a solo tre manovre specifiche ed efficaci tali da poter essere apprese efficacemente anche da chi non aveva la preparazione specifica dello shiatsu.

Sopratutto l’aspetto socioculturale e emotivo che l’approccio manuale e energetico che lo shiatsu comporta richiese una spiegazione più approfondita.
Che rapporto ha lo shiatsu con la gravidanza? Molto variegato, ma per iniziare a capire il contesto in cui si è sviluppato è necessario conoscere la relazione tra la cultura del Giappone, le sue leggi e l’iter formativo ufficiale che ne consegue.
La professione Shiatsu è libera e regolata dallo stato. Le madri tradizionalmente dedicano l’ultimo mese di gravidanza alla preparazione in una casa maternità dove sono seguite giornalmente nell’attività fisica dedicata alla preparazione al parto. E così anche nel mese seguente al parto.

Al contrario in Italia il parto naturale, tipico delle nostre nonne, fatto in casa con l’aiuto dell’ostetrica oggi è stato sostituito da un ricovero in ambiente ospedaliero, medicalizzato, spesso sostituito da un intervento chirurgico. Molto di ciò è conseguenza di un approccio alla gravidanza come se fosse una malattia, alla paura del dolore, alla mancanza di un adeguato sostegno alla maternità su base locale, alla centralizzazione dell’assistenza.

Una donna sana alla sua prima gravidanza dovrebbe poter sperare in un parto naturale ma spesso non è così; infatti solo il 50% delle primipare sane ha un parto naturale.

Questo fatto da solo incide sulla salute globale della società ed assommato allo svezzamento precoce o al latte artificiale o alla snaturalizzazione del rapporto madre/figlio, ne diminuisce la qualità in termini sociali e di salutogenesi.

Lo shiatsu fa parte di quelle tendenze che agiscono nel senso opposto, assieme a tutte quelle conoscenze ed esperienze che oggi cercano di controbilanciare una tecnologizzazione spinta della maternità. Lo shiatsu ha una profonda tradizione nella pratica ostetrica giapponese che rispecchia la visione orientale del corpo come sistema energetico in cui tutte le componenti vitali ricercano un equilibrio da cui deriva il benessere. Lo shiatsu quindi si basa sul principio del riequilibrio energetico (come l’agopuntura) utilizzando zone, percorsi, tecniche, al fine di sostenere e riunire il sistema corpo-mente- spirito.

Lo shiatsu interpreta le problematiche che interferiscono nel normale svolgimento di trasformazione e accrescimento del feto come possibili blocchi o tensioni fisici e emotivi della famiglia che possono essere liberati e ricondotti al loro normale rifluire affinché il sistema resti in equilibrio ottimale.

Certamente una parte delle azioni intraprese dall’operatore shiatsu è codificata da regole ma l’empatia è un fattore primario che guida l’azione spontanea nel premere sulla schiena dolente o nel tenere una mano con partecipazione e comprensione. Ciò che fa la differenza in questi semplici gesti è l’attenzione alle persone e la consapevolezza che si sta agendo sull’energia vitale a tutto tondo, non solo meccanicamente sulla muscolatura.

La sperimentazione secolare dello shiatsu lo rende una pratica sicura perché usa strumenti (le mani) che possono essere appresi e utilizzati anche da un genitore. Molti studi inoltre sono stati fatti sull’effetto dello shiatsu nell’utilizzo di punti efficaci ed altri più specifici sono in atto in Inghilterra. La sicurezza dell’azione dello shiatsu si basa inoltre su poche e semplici regole che si possono elencare nel non far male, nel cercare il rilassamento e nel favorire il senso di benessere della gestante. Infine ma non per ultimo è fondamentale nella pratica shiatsu lavorare non solo con le mani ma anche con il cuore.

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